Statement

La sua ricerca artistica parte dalla trasmutazione della materia e attraversa una pratica che cerca di raggiungere un luogo in cui la memoria riaffiora a tratti, lasciando delle sensazioni e dei pensieri non chiari, nati dal mescolarsi di frammenti di libri letti e di conversazioni ascoltate. Aspira ad un luogo non luogo, in cui tutto si ferma ed è possibile far vagare la mente verso l’ignoto, l’intimità della contemplazione, il rimando all’altro e contemporaneamente a noi stessi e al nostro intimo. Normalmente la sua pratica cerca di nascondere questa dimensione di sublimazione alchemica, non facendola trapelare immediatamente, con lo scopo di farla ricercare all’osservatore mediante la contemplazione delle opere. Infatti, l’alchimia antica non aveva come obiettivo quello dell’analisi della materia fine a sé stessa, ma produceva un modo di vivere, forniva delle linee guida per condurre la propria esistenza. Da parte sua, l’artista cerca di far perdere l’osservatore in una sorta di perdita dell’Io, al fine di fargli ritrovare quella dimensione di nulla e di vuoto: una dimensione che riusciamo a malapena ad immaginare. Al tempo stesso cerca di farlo riflettere sui temi che tratta come, tra gli altri, il ricordo, il tempo e la natura/materia.

Questa performance vuol far entrare lo spettatore all’interno dello spazio dell’artista, mette in scena il suo atelier, il suo lavoro e le modalità con cui si presta alla creazione. Qui si può vedere una delle fasi di questo lavoro che sta realizzando. Il processo è lento, ripetitivo e costante. Strato dopo strato, asciugatura dopo asciugatura l’opera prende vita sotto lo sguardo dello spettatore. La performance ricrea un giorno di lavoro dell’artista.

Biografia

Nata a Treviso (1991). Vive e lavora a Venezia. Compie i suoi studi a Venezia presso l’Accademia di Belle Arti in Arti Visive. Dopo una residenza a Matera (2017) decide di intraprendere un’esperienza all’estero a Pamplona (Spagna) presso il Centro de Arte Contemporanea de Huarte dove ha portato avanti la sua ricerca artistica basata sulla ricerca dell’Io, del tempo, delle contemplazione e della trasmutazione. Torna a Venezia vincitrice assegnataria di uno degli atelier presso la Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia per l’anno 2018/2019. Nell’estate 2020 risulta tra in vincitori del bando per la residenza In-Edita a Forte Marghera (VE) a seguito della quale inizia una collaborazione presso Marina Bastianello Gallery, Mestre (VE). Da dicembre 2020, insieme a Francesco Piva, lavora presso lo studio Temporaneo, spazio nato dalla collaborazione tra Marina Bastianello Gallery e il museo M9 e situato all’interno del Distretto M9 stesso.

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